
Arnaldo Foresti è molto partecipe della vita culturale della propria epoca e contribuisce ad arricchire notevolmente gli studi in ambito letterario. Vasti sono gli interessi e le tematiche affrontati che spaziano dai primi secoli per giungere fino ai contemporanei.
Si sofferma a lungo sulla Divina Commedia di Dante. Dopo aver avanzato un’ipotesi sulla cronologia della composizione entra nel vivo di alcune peculiarità dell'opera come il concetto di allegoria e il significato dell’apparizione di Virgilio. Passa poi a studiarne l’architettura analizzando nel dettaglio la ripartizione dei tre regni che tenta di riprodurre con parecchi schizzi e disegni.
Gli studi sulla Commedia dantesca lo conducono al tema della mitologia classica e romana in cui si addentra stilando elenchi e descrizioni delle principali figure. Molti altri sono gli argomenti che lo attraggono, un fascicolo dal titolo Spigolature foscoliane racchiude annotazioni sull’ode a Luigia Pallavicini e osservazioni su una lettera del poeta. Da Foscolo si passa ai Promessi sposi di Manzoni e a Tasso con qualche nota sul testo dell’Aminta, la descrizione del prologo e la collazione di due manoscritti.
Tra tutte le ricerche sono senza ombra di dubbio in un maggiore stato d'avanzamento e compiutezza quelle dedicate al Baretti. Lo studioso si concentra soprattutto sul minutario dello scrittore, riuscendo a far stampare anche alcuni risultati.
Altro autore verso cui Foresti indirizza le proprie attenzioni è Giovanni Boccaccio, di cui intende studiare nello specifico lingua e grafia. Questo progetto rimane però in sospeso insieme a tanti altri che non porta a termine. Tra questi troviamo studi su alcuni generi letterari come la canzone, la farsa e la ballata.
Nel complesso disponiamo di un ricco materiale: opuscoli, bibliografie, progetti, indici e annotazioni che permettono di raccogliere stimoli, idee e metodi di lavoro di un intellettuale sempre proteso in un incessante lavorio.