
Arnaldo Foresti ebbe numerosi contatti con le principali case editrici del tempo, tra le quali figurano nomi noti come Treves, Laterza, Zanichelli, Le Monnier. Le lettere, come si può immaginare, riguardano prevalentemente la stampa di articoli e lavori. In alcuni casi il numero delle comunicazioni è molto ridotto e si limita alla richiesta dello studioso di ospitare un suo articolo all’interno delle pubblicazioni periodiche a cui segue una cortese risposta dell’editore. In altri casi, abbiamo numerosi scambi che permettono di seguire le varie fasi precedenti la stampa di un testo: l’invio delle bozze, le correzioni e le integrazioni dell’autore.
Numerosi sono i rifiuti ricevuti per la non attinenza delle proposte con i titoli inseriti in catalogo e la mancanza di risorse. Qualche casa editrice, pur dando risposta negativa, si dimostra realmente interessata ai testi che è però impossibilitata a pubblicare. Con alcuni editori i rapporti si consolidano e sfociano anche nell'ambito privato e familiare. Significativo è il legame che Foresti instaura con Leo Olschki vista l’affinità dei suoi studi con la rivista antiquaria La Bibliofilia.
Foresti si rivolge anche per richiedere edizioni introvabili o fuori catalogo di cui necessita per aggiungere importanti tasselli alle proprie ricerche. Può capitare che siano gli editori stessi a chiedere un giudizio su argomenti di competenza dello studioso o suggerimenti per nuove collane. Grazie al materiale conservato possiamo oggi delineare un quadro dei rapporti del Foresti con l’establishment editoriale.