Sansone e i Filistei

 
Correva l'XI sec. a.C. quando nella città di Zorea nacque Sansone.
A quel tempo il popolo ebraico era diviso in tante tribù, spesso in lotta  l'una contro l'altra: approfittando della sua debolezza, giunsero nella  terra di Palestina i Filistei.
Erano i Filistei uomini venuti dal mare, politeisti che arrivati in Palestina, vinsero e  assoggettarono al loro dominio gli Ebrei. Tra le tribù di Israele, molti furono coloro che tentarono la riscossa contro i Filistei e tra tutti si distinse Sansone: egli era l'uomo più forte di Israele e mai si era visto qualcuno più temibile di lui.
Quando fu in età da prendere moglie, Sansone si innamorò di una donna filistea; invano i genitori tentarono di fargli cambiare idea e di fargli sposare una fanciulla del suo stesso popolo: Sansone amava la bella filistea e solo lei voleva.
Un giorno, mentre si stava recando da lei, incontrò un leone che lo assalì, ma egli era così forte che uccise l'animale.
Una settimana più tardi, passando per quella stessa strada per andare a sposarsi, Sansone vide che la carcassa del leone era stata invasa dalle api ed era piena di miele, così se ne riempì le mani e ne mangiò in abbondanza.
Quando giunse al banchetto pose un indovinello ai trenta filistei invitati alle nozze: - Dal divoratore è uscito il cibo e dal forte è uscito il dolce - e diede loro sette giorni di tempo, tutta la durata della festa nuziale, per trovare la soluzione.
Se avessero indovinato, Sansone avrebbe dato loro trenta tuniche di lino bianco per la festa; se invece non ne fossero stati capaci essi avrebbero dovuto procurare a lui trenta tuniche.
I trenta filistei pensarono e pensarono, ma, nonostante i loro sforzi, non riuscivano a trovare la risposta fino a che non fu svelata loro dalla moglie di Sansone: - Nulla è più forte del leone, niente è più dolce del miele.
Sansone si adirò tanto per essere stato tradito dalla moglie che fuggì via dal banchetto e, sceso in città, uccise trenta filistei; prese le loro tuniche  le portò ai convitati, poi si ritirò a vivere in una caverna.
I Filistei, per vendicarsi, passarono a ferro e fuoco i villaggi degli Ebrei e questi ultimi, stanchi delle tante angherie subite a causa di Sansone, un giorno andarono da lui, lo imprigionarono legandolo e lo consegnarono ai Filistei.
L’impavido Sansone, con la sua forza, riuscì a liberarsi dalle corde, raccolse una mascella di asino che si trovava per terra e con quella massacrò molti avversari prima di fuggire.